La storia di Cinzia

La storia di Cinzia

Parla il “papà” di Rat-Man: dalle origini fino alla paura di sbagliare libro. Ortolani racconta “Cinzia”, storia di una transessuale innamorata

Leonardo Ortolani, più noto come Leo: geologo e fumettista classe 1967, nato a Pisa ma dal primo anno di vita domiciliato a Parma. È l’ideatore di una delle cose più intelligenti, divertenti, godibili degli ultimi trent’anni, non solo nel campo del fumetto: le avventure di Rat-Man. 

La saga di Deboroh la Roccia – questo il vero nome del suo supereroe inetto –  però si è conclusa e Ortolani ha voluto passare ad altro: ultima fatica, Cinzia, per Bao Publishing, graphic novel che ha per protagonista la transessuale Cinzia Otherside, uno dei personaggi spalla più amati nelle strisce di Rat-Man.

Presentato a Lucca Comics 2018, Cinzia è molto diverso da tutto quello che abbiamo letto e visto di Ortolani in passato. È una storia leggera e divertente, ma anche delicata e qualche volta commovente. Perché oltre a trattare senza pruderie ma con tatto un tema sensibile come la transessualità, racconta qualcosa di valido per tutti: dandoci una piccola lezione sul raggiungere l’impossibile. 

A Lucca Comics & Games hai portato Cinzia: com’è andata?
È andata molto bene.

I fan di Rat-Man come hanno reagito?
Benissimo. Sanno che ormai è finita la serie di Rat-Man e sono abituati a prodotti diversi: un anno prima eravamo andati nello spazio, adesso siamo andati a vestirci in animalier. 

 

leo ortolani intervista
Leo Ortolani © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Hai cambiato genere
Era un po’ di tempo che volevo farlo. Prima di finire con la serie di Rat-Man ero un po’ invidioso di amici e colleghi che facevano un sacco di cose diverse: così ho deciso di farle anch’io. 

Prima e ultima volta a Lucca: cosa è cambiato?
La prima volta era nel 1990, ricordo che c’erano due edizioni della fiera. Mi ricordo il palazzetto, la premiazione di Rat-Man con il Premio Spot, una piccola rivista allegata a L’Eternauta dove avevano indetto un concorso per autori esordienti.

 

Io avevo partecipato con un paio di storie: una che sentivo molto in sintonia con L’Eternauta, con un grande finale a sorpresa, e poi avevo messo Rat-Man, con una storia umoristica. Ovviamente ha vinto Rat-Man.

 

C’è chi dice che ormai quello di Lucca sia il più importante evento culturale italiano
Secondo me se la gioca anche con altri eventi. A parte i festival del cinema naturalmente, ma ce ne sono tanti di eventi culturali: che io ovviamente diserto, troppa cultura fa male.

In caso qualcuno non la conosca: chi è Cinzia?
Cinzia nasce su Rat-Man come spalla del protagonista. È una donna transessuale innamorata di Rat-Man: ma lui non è tanto d’accordo! 

 

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Leo Ortolani © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

È un personaggio che è cresciuto nel corso degli anni?
Sì, nel giro di vent’anni il personaggio è cresciuto, lo si vede già in alcune storie lunghe di Rat-Man. Finita la serie mi sembrava carino che ci fosse un libro dedicato soltanto a lei, anche perché è un personaggio che io amo moltissimo. Mi è sempre piaciuto utilizzarlo anche perché mi permette di vedere le cose da un punto di vista particolare, e anche perché all’inizio ho sempre creato dei personaggi femminili. Ti sembrerà strano ma i miei primissimi personaggi quando ero un ragazzino erano spesso dei personaggi femminili. 

 

Com’è stato scrivere Cinzia?
La storia è venuta giù molto velocemente, si è trattato di stabilire un attimo due o tre linee generali da dare ma ce le avevo già in testa: la leggerezza, affrontare la tematica della transessualità, vista però come una storia di persone, è questo che fa la differenza.

 

E adesso?
E adesso sono nei guai! Perché sembra che io abbia fatto un libro politico, sociale, di grande attualità: ma è tutto involontario. Reggerò il gioco.

Hai scelto un tema delicato mantenendo sempre il tuo registro: perché proprio la storia di una trans?
C’è una cosa che mi ha colpito molto, avevo letto che le persone transessuali fanno molta fatica a trovare un posto di lavoro: quando arriva il momento di presentare i documenti e magari non corrispondono… accade anche a Cinzia. C’è una scena molto triste nel film Una donna fantastica: è la storia di questa ragazza transessuale a cui muore il compagno e viene sottoposta dalla polizia e dai parenti del defunto a un’umiliazione dietro l’altra.

 

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Leo Ortolani © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Quando lei dice “Io mi chiamo…” e dà un nome di donna, un poliziotto la guarda come dire “Cos’è, un nome d’arte?”. L’umiliazione che poi subisce anche dalla famiglia poi, da quest’uomo che aveva già una moglie, dei figli, per cui non le permettono di partecipare neanche al funerale… questa cosa qui, di non essere identificati neanche dai propri documenti per noi che li abbiamo e che ci rispecchiano sembrerà una stupidata, invece porta problemi enormi.

Mentre scrivevi Cinzia avevi paura di sbagliare qualcosa?
Ma guarda, no. Ho avuto paura alla fine, perché avevo paura di avere sbagliato il libro, perché quando io parlo di Cinzia su Facebook, su Instagram, i lettori storici di Rat-Man si rifanno ancora all’aria di allegra comicità di Rat-Man, per cui arrivano tutta una serie di commenti più o meno grevi. Invece questo libro pur avendo delle battute anche di quel genere lì, non lo è, non è così. Però non avevo altre paure.

 

Perché tu vuoi bene al personaggio di Cinzia, e si vede
Io voglio molto bene a questo personaggio del libro, per cui ero tranquillo, avevo la coscienza a posto. Di solito quando voglio molto bene a un personaggio non lo metto mai in difficoltà, si ride con lui, non di lui.

 

Facendo un paragone azzardato è come quando ho trattato il tema della stazione spaziale con un personaggio che aveva le fattezze dell’astronauta Paolo Nespoli: non mi sono mai permesso – conoscendo anche Paolo, che è una persona straordinaria – di metterlo in difficoltà con Rat-Man perché la gente ridesse di lui. 

Hai detto che la situazione di Cinzia può essere quella di tutti noi, quella in cui abbiamo davanti qualcosa che sembra davvero irraggiungibile, ma ne siamo irresistibilmente attratti. C’è stata anche nella tua vita una fase del genere?
Sì. Ci sono più o meno grossi obiettivi che a volte la gente non riesce a raggiungere. Io volevo essere molto più alto! Ma non ce l’ho fatta. Volevo anche suonare la chitarra e sono totalmente incapace, e sì, sono ovviamente delle frustrazioni, che per qualcuno ovviamente possono essere molto più grandi. Nel caso di Cinzia c’è la sua difficoltà nel potere amare chiunque proprio perché lei è una donna in un corpo maschile. 

 

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Leo Ortolani © Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Però anche lì, una soluzione si trova
Delle volte sembra che non tutto sia possibile nella vita, e per certi versi è così. Per altri versi però si può a volte ovviare con delle soluzioni diverse, e del resto si risolveva così anche Rat-Man: un supereroe senza poteri, che però voleva a tutti costi essere un supereroe. Stessa cosa per Cinzia.

 

Forse in tutto quello che scrivo c’è un tema comune: qualcuno che se vuole e se ci crede tantissimo in qualche modo può riuscire nell’impossibile.

 

Con questa cosa poi siamo diventati amici in cinque minuti con Paolo Nespoli. Rat-Man è uno che non ha niente, ma crede di poter diventare un supereroe e lo diventa: “Come me” mi ha detto Nespoli. Lui voleva fortissimamente essere un astronauta e ce l’ha fatta.  

Con Rat-Man invece, è finita per sempre?
E chi lo dice?

Sapiens
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Luz