Sostiene Costantino

Sostiene Costantino

Il punto della situazione con CDG: tra Renzi, Salvini, le doppie morali di Italia e Iran, Rovazzi, e la cravatta di Trump. E l’arte da comprare e da vendere

 

Nome completo, Costantino della Gherardesca Verecondi Scortecci, ovvero: l’unico motivo per guardare la tv generalista oggi come oggi. Attore, conduttore televisivo e radiofonico, autore, deus ex machina di Pechino Express, quarantenne dal 29 gennaio scorso.

Nato in una famiglia con un migliaio di anni di storia e apparsa nella Commedia dantesca grazie alle gesta del Conte Ugolino, vive in una dimora impeccabile nel centro di Milano – “Sono qui da marzo, in affitto” precisa – dimora che pare più una galleria d’arte contemporanea di ottimo livello che un’abitazione.

Tiene l’aria condizionata su temperature artiche, gli armadi perfettamente in ordine e in camera da letto un tappeto che ritrae Khomeini.

Quest’anno ha dato alle stampe per Rizzoli Lizard, Punto – Aprire la mente e chiudere con le stronzate, intelligente parodia – illustrata da Ciro Fanelli – dei manuali di auto-aiuto con cui ci illudiamo di risolvere l’esistenza. Lo ha scritto, chiaramente, per soldi.

Come va Costantino? Non preoccuparti, puoi mentire
Io più che consigliare di mentire nel libro, dico che mentire è una parte integrale e fondamentale della comunicazione politica da centinaia di anni. Ahimè non sono una persona abbastanza importante da avere la necessità di mentire per comunicare o vendermi al pubblico. Sono così costretto a dirti la verità: va malissimo. Ieri sera ho preso un Halcion, un sonnifero che mi ha fatto fare gli incubi tutta la notte, poi stanno facendo dei lavori sotto casa con dei trapani, e così ho passato la mattinata tra incubi e trapani. Sono sotto un tram.

Poco male, oggi è pure venerdì: ma è vero che la sera non esci mai?
Detesto la mondanità. È uno dei tratti più meschini che possa avere una persona. Credo che nasca da profonde insicurezze sociali, insicurezze che io non ho, perlomeno su quel fronte. Quindi disprezzo le persone mondane, le disprezzo proprio umanamente.

 

“Un mondano che mi sta antipatico? Ma guarda, tutti. Anche quelli che stanno leggendo questo articolo in questo momento e stanno per uscire, o vanno alle feste, alle cene, che fanno parte dei circuiti sociali da salotto”.

 

Spesso è un presunto jet-set, l’emulazione fallita del jet-set
Ho una grande disistima per la mondanità in generale. È anche una cosa che a me non diverte, forse perché mi sono divertito precocemente quando avevo diciannove, vent’anni.

Hai raccontato di un’adolescenza bella vivace, anche un po’ incasinata
Secondo me è una cosa positiva: uno si leva la voglia di divertimento da giovane e poi da adulto i divertimenti diventano altri.

Quali sono oggi i tuoi divertimenti?
Per me è una grande gioia quando vado in Paesi dove c’è uno scarto tecnologico; quando dall’Italia vai a Taiwan, Hong Kong, Singapore, o volendo anche in Giappone, anche se non lo amo particolarmente. Tutti Paesi che sono palesemente più ricchi e avanzati del nostro. E tu ti rendi conto di vivere in Marocco, in un Paese dove ci sono magari degli alberghi meravigliosi per i turisti sul lago di Como, a Positano, a Venezia, e poi il resto del Paese è in leggerissimo disagio. Un disagio di cui però non ti rendi conto finché non hai quello scarto e non arrivi in un aeroporto più avanzato e in una società più evoluta.

Dove vorresti vivere?
Singapore è un posto estremamente noioso dal punto di vista culturale, ma a parte quello la mia risposta sarebbe Singapore. Invece una città che culturalmente mi piace molto è Glasgow, ha degli straordinari eventi di musica, di arte, di cui uno può fruire. Se Singapore avesse un minimo sindacale di scena artistica o culturale o musicale sicuramente vorrei vivere lì.

 

intervista costantino gherardesca
© Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Prima che iniziassimo a registrare questa intervista, dicevamo che il tuo libro mi ha ricordato certe cose scritte da Tommaso Labranca
Tanti anni fa ho lavorato con lui, mi aveva mandato a intervistare dei signori di Comunione e Liberazione… era un museo di CL forse? E allora sono andato al museo di CL, per Rai3. Labranca l’avevo conosciuto allora, anche se non bene: era una persona sicuramente radicale, estremamente intelligente e anticonvenzionale.

A proposito di intelligenze anticonvenzionali: hai scelto di aprire Punto con una citazione di Vito Acconci
Vito Acconci era un artista, morto recentemente, americano, che faceva anche performance, un insegnante di un certo tipo di arte… volendo un militante.

Aveva fatto quella performance in cui si masturbava per ore
Un militante della performance art, un artista apprezzato dagli artisti, una persona che ha fatto scuola. Io seguo molto l’arte contemporanea, tutto quello che guadagno lo spendo in arte, come puoi vedere. [Si alza  dal divano e passeggia in salotto, ndr] Lì c’è Martha Rosler, un’artista molto politica, americana, come puoi vedere in quel quadro lì parla del colonialismo e vedi il palazzo di Saddam Hussein distrutto con una donna americana che spruzza il Febreze… l’altro è degli anni ’60, si chiama Bathroom View, è un commento femminista sulla donna che si sente sempre osservata. Una cosa che sosteneva anche John Berger.

Il primo punto del tuo pentalogo dice di non seguire i propri sogni. Mi ha fatto venire in mente Enzo Mari e quel video dove diceva “Si produce il nulla, la merda, con la parola creatività“. Ti ci ritrovi?
No, ma ti spiego perché. Il libro è un libro comico, bisogna sottolinearlo. Non seguire i tuoi sogni è un consiglio molto cinico, ma secondo me vero, tratto dalla mia esperienza personale.

 

“Seguendo i miei sogni ho preso delle strade sbagliate nella mia vita, ad esempio studiando filosofia, addirittura un anno teologia… perché non ho studiato finanza? O war studies, in questo momento sarei di sicuro più felice finanziariamente”.

 

La creatività invece rimane secondo me molto importante perché è un’esigenza del consumista, del pubblico, a cui spesso il mercato non va incontro.

Le masse vogliono apparire anticonformiste, così questo significa che l’anticonformismo deve essere prodotto per le masse“, diceva Warhol. E lo diceva se va bene trenta, quarant’anni fa
Il mercato ha cercato di andare incontro a questa esigenza: le aziende e i creativi che l’hanno fatto sono stati premiati. Un esempio è Minecraft, un videogioco che è stato apripista per nuovi generi televisivi. Spesso i videogiochi hanno aperto la strada alla televisione: pensa a un programma tra i più discussi dell’ultimo anno in tv, Game of Clones, è andato in onda su Channel 4. È un dating show che invece di attraversare un percorso di scelte che normalmente una persona deve fare nel corso della propria vita in una società consumista dà uno sbocco creativo ai partecipanti. Chi partecipa deve creare il proprio uomo e donna ideale: una volta che l’ha creata dal nulla, i produttori cercano 10 persone identiche a quella che è stata creata al computer e da lì deve sceglierne una.

Nel secondo punto ti scagli contro Papa Francesco ed elogi Ratzinger: ma mi interessa di più sapere da te qual è il religioso che ritieni più elegante
Gli ayatollah sciiti. Sono stato in Iran dal sarto non di Khamenei, ma di un religioso del Presidente Rouhani, dove mi sono comprato degli abiti neri meravigliosi.

Anche Hamid Karzai era elegantissimo, te lo ricordi?
Elegantissimo lui, anche Khomeini era elegantissimo, Ghaddafi forse un filino meno: ma era un pioniere della moda.

Adesso siamo qui con Trump, con la cravatta che gli arriva sotto la cintura
Un uomo di una volgarità incredibile, sotto ogni punto di vista. E sei il Presidente degli Stati Uniti, mi sembra un’ottima occasione per mettersi degli abiti sartoriali di Caraceni, almeno.

 

intervista costantino gherardesca
© Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Dici di “Diffidare di chi disprezza il presente e idealizza il passato”: la tua famiglia ha mille anni di storia. Come te la vivi? Alla Beatrice Borromeo, anche per te è “Tutta fuffa anacronistica?
Io la penso un po’ come Beatrice Borromeo – e mi diverte molto dire che la penso come Beatrice Borromeo, maîtresse à penser – ovviamente la vera aristocrazia oggi non sono i nobili. Da prima della fondazione della Repubblica, dall’era industriale, la nobiltà sono gli industriali. Quello può veramente incidere nella vita di qualcuno: se nasci Agnelli o Moratti, questo fa la differenza.

Posto che la realtà è un posto orrendo, dacci un consiglio per starne lontani
Non accettare l’economia basata sul credito e sul debito, bensì vederla un po’ più, alla… come si chiamava quello scrittore francese, che aveva una visione dell’economia come la potlatch economy dei nativi americani? Dove era tutto basato sul dispendio, sulle offerte, sui regali, dove non esisteva il debito e il credito? Georges Bataille! Ho questa visione alla Georges Bataille dell’economia. Infatti sono pieno di debiti.

Quinto punto: quell’excursus sull’Iran, tu ne sei un grande conoscitore e parli di una doppia morale, migliore in Iran rispetto all’Italia
Sì, ne sono un grande conoscitore: tanto è vero che dovevo andare negli USA ma mi hanno negato il visto perché sono stato in Iran tre volte nell’ultimo periodo. Il punto principale è che non bisogna applicare ai paesi musulmani lo stesso metro di giudizio che si applica alla Germania o alla Danimarca. L’esempio migliore è quello degli omosessuali. Noi abbiamo messo in piedi una cultura dove il diritto civile implica anche l’identificarsi con le proprie azioni sessuali, nel senso che io vado a letto con un uomo, sono gay e mi devo dichiarare come tale, insomma sono identificato in base alla mia vita sessuale. In realtà l’omofobia è stata importata in Europa dai cristiani, basta vedere l’esempio dell’antica Roma; mentre nei paesi musulmani c’è una specie di doppia morale, cioè quello che tu fai a letto sono cazzi tuoi, ufficialmente non potresti essere gay – non in Arabia Saudita, o nei posti più poveri dove magari hanno preso piede gruppi estremisti – ma nei posti più benestanti come gli Emirati si vive tranquillamente questa doppia morale. Un uomo va tranquillamente a letto con un altro uomo, mentre ci sono paesi diciamo dove un gay ha anche il diritto di sposarsi – e uso sempre l’esempio della Scozia, dove però se vivi nella provincia scozzese è più difficile effettivamente finire a letto con un altro uomo rispetto ad Abu Dhabi.

Solo per chi ha letto il tuo libro: cosa sarebbe meglio essere stasera, il Patek Philippe di Denis Verdini o una Mercedes Klasse G a Dubai?
Io non so cosa stia vivendo il povero Patek Philippe di Verdini che da Ginevra è finito negli studi di La7 di Roma, come racconto nel libro, però sicuramente il lusso è una cosa che mi mette allegria. Sicuramente quando vedo le Mercedes nuove o le Lamborghini bianche a Dubai è una cosa che… mi rallegra. Detto questo, il lusso nei paesi del Golfo è abbastanza vuoto, e non ha dietro tutte le perversioni che poteva avere a Versailles.

Racconta meglio
A Versailles ogni volta che c’era un ballo le donne si mettevano le parrucche e indossavano vestiti; e innanzitutto i vestiti erano molto più cari dei quadri, un dipinto era una sciocchezza, come una polaroid nostra. Mentre i vestiti erano carissimi e costosissimi, le marchese si indebitavano per comprarli. Ogni volta c’erano temi diversi, che so, l’Indipendenza degli Stati Uniti, gli arrivi di oggetti dalla Cina, c’era un continuo retropensiero dietro a ogni scelta, a ogni lusso, a ogni cena, a ogni parrucca, a ogni abito, mentre se tu vai negli Emirati è un lusso fine a se stesso, che non ha dietro dei giochi sociali o delle perversioni.

È quasi diffuso, quindi paradossalmente democratico
Non è neanche apprezzato, infatti. Anche se lì poi ci sono un sacco di blogger di orologi…

Interessante riposizionamento, pensiamoci: watch-blogger negli Emirati…
[ride, ndr] I più grandi blogger di Patek Philippe sono lì, si potrebbe fare.

 

intervista costantino gherardesca
© Vito Maria Grattacaso / LUZ

 

Abbiamo quasi finito: potessi rinascere ora, Greta Menchi o Fabio Rovazzi?
Oddio, mi devi spiegare chi sono entrambi!

Greta Menchi è una youtuber da miliardi di view, Rovazzi, è Rovazzi. Dai, Fabio Rovazzi, quello di Andiamo a comandare
Ah certo, certo, Rovazzi lo conosco! Non conoscevo Greta Menchi.

La Menchi forse è proprio fuori dai nostri radar…
Dici che sono troppo vecchio?

Mannò…
Vedi, sbaglio invece. Dovrei essere preparatissimo su Greta Menchi, non lo sono, non so darti una risposta. Facciamo il più ricco dei due.

Chiara Ferragni o Gianluca Vacchi?
Chiara Ferragni. In Gianluca Vacchi c’è qualcosa che non va.

Vincenzo Agnetti o Alighiero Boetti?
Forse Boetti perché lo rivenderei più facilmente in questo momento.

E poi perché è salito molto
Eh eh eh…

Travaglio o Scanzi?
Nessuno dei due, c’è un limite a tutto. Viviamo una vita separata, siamo tribù diverse, vedo Travaglio e Scanzi dall’altra parte delle mura. Vivono in un’altra cittadella, non li vedo nemmeno nella mia stessa nazione.

Trump o Putin?
Putin è un genio della politica estera. Però se mi fai la domanda Putin o Merkel, rispondo Merkel.

Grillo o Salvini?
Preferisco Salvini. Credo che sia un capro espiatorio sotto molti punti di vista, contrariamente a Grillo la cui nefandezza sta venendo fuori piano piano. Grillo per molte persone è ancora un eroe, Salvini no. Questi sono molto più ricchi, la Lega non c’ha una lira, se perdono le prossime elezioni sono finiti.

Sei molto amato e molto odiato: c’è una critica che ti ferisce, qualcosa che ti dà fastidio?
Io credo, fra tutti i miei colleghi, di essere quello che riceve più critiche, insulti, minacce di morte, in assoluto. Lo scarto tra me e quello dopo è inimmaginabile. Non riesco a immaginare nessun altro…

Dicevamo delle critiche
Non me ne frega niente, mi è stata detta qualsiasi cosa, da “Ammazziamo te tua madre e tua sorella“, a “Sei una persona assoldata da Renzi“. Certi ci credono veramente che io sia al soldo di Renzi. Che tra l’altro Renzi non se lo potrebbe neanche permettere.

Se se lo potesse permettere comunque diciamoglielo: sei a disposizione
Certo: ma Grillo si potrebbe permettere di comprarmi, Renzi no.

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Luz